Transfiguration: una Performance di Olivier de Sagazan

Demone o animale mitologico, crisalide, statua colante, involucro di cera sfatta e liquido orrendo. Olivier de Sagazan interpreta e prende tutte le forme, gioca con il fango, con la polvere e con due soli colori terribilmente evocativi, quel rosso e quel nero con i quali traccia bocche, occhi e croci. Quasi come in una Metamorfosi ovidiana, il soggetto si sottopone alle infinite modificazioni traendo dalla sua stessa materia plastica lo spunto identitario, in un omaggio serrato che fa riferimento allo stesso tempo al teatro degli orrori di Artaud e al nonsense di Beckett, passando per le opere di Bacon.

La sua è una vera e propria morfogenesi, intesa in molteplici sensi, come:


  • nascita nella forma che il performer costruisce,

  • nascita alla forma che si realizza netta secondo il suo stesso divenire,

  • nascita per la forma, espressione di una vocatio già esistente che viene solo rivelata,

  • nascita con la forma, maieutica di un parto creativo,

  • nascita della forma, realizzazione in quanto realizzazione dell'attesa, epifania dell'essere.

Una "mutinazione genetica" che lo scrittore e filosofo francese Michel Surya, specialista di quel George Bataille che non a caso sembra ricorrere nella performance con il volto mostruoso della sua Madame Edwarda, descrive nei termini seguenti:

Olivier de Sagazan fa di se stesso un modello di umanità appena pietosa, patetica, magnifica. Prendendosi non come modello, dove i modelli non sono più possibili, ma come figura stessa di questa sparizione, della sparizione di ogni figura. E facendo ciò cospira al soccorso e alla consolazione di tutte le figure possibili, deboli, folli, infermi, fragili, apparsi, scomparsi, quelle per le quali passano coloro ai quali l'umanità è contestata e negata.


Il vortice di mutazioni continue rappresentate nel videoclip realizzato da Fréderic Petit e Eric Cervera in base alla performance di Olivier de Sagazan, è diventato un dvd, contenente anche un quarantina di foto, apparso grazie alla collaborazione della Démocratic Book e della Presses universitaire d'Angers.

Via | nefdesfous.free.fr

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