Ghosts for breakfast di Hans Richter

Cappelli volanti che rifiutano di farsi acchiappare, papillon che si annodano da soli, orologi matti, anatre che spuntano casualmente da panieri con coperchio, bocchette dell'acqua che si avvolgono e svolgono a proprio piacimento... sono gli abitanti del mondo surrealista del cortometraggio Ghosts for breakfast del regista e pittore tedesco Hans Richter. Già noto agli appassionati per i prodigi della tecnica in esso contenuti, che ne fanno un vero e proprio gioiellino targato 1927, merita di essere rivisto, se non altro in pillole, per le sue atmosfere.

Una giustapposizione di scene unite da rapporti bizzarri che si collocano nel solco della pantomima e del tradizionale cabaret. I fantasmi che lo animano sono proprio quegli spiritelli che sembrano abitare gli stormi di uccellacci del malaugurio, così come le piante che crescono ad un ritmo a dir poco stupefacente, le scale, gli uomini barbuti, le gambe, le mani staccate, i sorrisi (sfigurati e non), i vecchi vinili, i servizi da tavola in porcellana e le pistole, in un susseguirsi incalzante che si dipana lungo le note accese del compositore Paul Hindemith.

Via | sbkkrs

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