"Bellezza, morale e voluttà nell'Inghilterra di Oscar Wilde"


Era la seconda metà del diciannovesimo secolo. L'Inghilterra "fioriva economicamente" nella "manna industriale", esattamente allo stesso ritmo con il quale si avvelenavano irrimediabilmente le sue risorse naturali e sociali. Sotto il "regno monumentale" della Regina Vittoria, il paese vede crescere esponenzialmente la sua potenza coloniale e commerciale, diventando in breve tempo, un modello di successo da imitare in tutto il mondo. I fumi neri dei macchinari coprono il Tamigi e anche il colorito degli abitanti ne risente. Ma proprio all'acme di questa "nuova era di prosperità" c'è un gruppo di artisti che decide di staccarsi dalla "spirale avvolgente del progresso" per dedicarsi ad un "lavoro di una bellezza moralizzatrice", personaggi come Dante Gabriel Rossetti, Edward Burne-Jones, William Morris, James McNeill Whistler, o Aubrey Beardsley.

E' proprio alle loro opere che il Museo d'Orsay di Parigi dedica la mostra "Bellezza, morale e voluttà nell'Inghilterra di Oscar Wilde", un percorso visitabile fino al 15 gennaio, che rasenta lo storico, per ricostruirne non solo la dimensione temporale, ma soprattutto quell'atmosfera rarefatta che fa da sfondo a gran parte delle tele per ritrovarsi intatta negli arredi, nelle fotografie, nei gioielli e negli abiti magnifici. In una passeggiata lenta che si sofferma sulle figure femminili, e sullo scorrere placido delle loro giornate, in quel godimento della natura e della maternità che ne delimita non solo la dimensione fattuale, ma anche quella più strettamente sensuale.

Video da NouveauParisIDF

Via | madmoizelle.com


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