I frottage di Masao Okabe in mostra alla Japan Foundation di Roma

L'artista Masao Okabe e il curatore della mostra Chihiro MinatoApertasi in occasione della Notte Bianca, la mostra di Masao Okabe Attingendo memorie sarà ospitata fino al 20 ottobre presso la Japan Foundation di Roma.

Una sorta di “mappa” delle memorie addormentate nelle pietre, per vedere la città come una matrice immensa sulla quale è rimasta impressa un’infinità di vite, di morti, di storie. Sono protagoniste Roma, e Venezia in primis; sanpietrini calpestati, pozzi che rimangono nei secoli centri di aggregazione, immortalati con frottage come se fossero delle radiografie del vissuto che li ha incisi, segnati.

Non è un caso se attualmente il più ampio lavoro di questo innovativo artista è dedicato alla devastata banchina della stazione di Ujina, presso Hiroshima: oltre 4000 frottage in 9 anni, 1400 dei quali sono in mostra fino al 21 novembre alla 52° Biennale di Venezia. Attraverso quei fogli di carta che ricoprono le pareti del padiglione compare di volta in volta il profilo devastato delle pietre esposte al disastro nucleare, un monumento alla perenne memoria di una terra ferita.

Okabe e i sanpietrini di Roma Il breve filmato introduttivo che ci accoglie all’ingresso della mostra alla Japan Foundation di Roma ci accompagna con i suoi rumori soffusi per tutta la mostra, con l’ipnotico e musicale sfregamento dell’artista sui sanpietrini romani, che a tratti rallenta diventando simile al battito di un cuore. Il cuore di Mnemosyne, addormentato nelle pietre.

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