Gli ex libris diventano arte

Un disegno, un'incisione, un timbro, su carta, pergamena o altri materiali. Per anni lettori, bibliotecari, catalogatori e collezionisti hanno fatto ricorso a questa pratica, definita ex libris, per applicare un segno di riconoscimento al proprio archivio cartaceo. Un'abitudine che man mano che cadeva in disuso ha fatto sorgere un vero e proprio culto intorno al fenomeno, e oggi sono numerose le cerchie di collezionisti devoti agli ex libris. Che sono in fondo un supporto per elaborazioni artistiche molto particolare: volatile, intimo, prezioso.

La Galleria 291 Est a Roma ha deciso di dedicare all'ex libris una mostra, dal 3 al 17 dicembre, a partire da una ricca collezioni di produzioni internazionali, per far conoscere un territorio dell'arte da noi molto poco frequentato, a differenza che negli altri paesi. Una dimensione a sé, così descritta dai curatori: "L’ex Libris, svincolatosi ormai dalla funzione originaria di segno di appartenenza del libro, si presenta oggi come pretesto per fare opere d’arte, riportando alla luce un sano e quasi ormai estinto dialogo tra committente e artista. Un fenomeno quindi che riesce a portare l’espressione artistica contemporanea ad una dimensione intima e personale, in cui le spietate regole del mercato dell’arte sembrano non intaccare una reale e diretta passione tanto nel produrre quanto nel collezionare".

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