"Salomania" di Pauline Boudry & Renate Lorenz

Salomania

E' un'esposizione che si immerge nella leggendaria figura di Salomé, quella ideata e realizzata da Pauline Boudry & Renate Lorenz, artiste berlinesi momentaneamente ospitate presso i Laboratoires d'Aubervilliers. Un itinerario che parte dall'episodio evangelico per concentrarsi sulle molteplici declinazioni della figura della principessa giudaica, che hanno attraversato i secoli, con un occhio particolare al ventesimo. Grazie ad un lungo lavoro di ricerca svoltosi in biblioteche pubbliche e archivi specializzati (molto spesso privati) come quelli del sessuologo e difensore dei diritti degli omosessuali Magnus Hirschfeld, e del poeta vittoriano Arthur Munby, che rintraccia le sue relazioni con una serva gettando una nuova luce sui rapporti sadomasochisti soffocati tra le mura delle "case per bene".

Lo sguardo acuto delle due artiste assomiglia a quello degli storici più aperti, una preoccupazione volta a creare dei legami attraverso il tempo, che ha dato origine ad una mostra composita, visibile fino al 7 gennaio 2012 presso la galleria Marcelle Alix nel quartiere Belleville a Parigi. Un evento ripetuto nel quale l'oggetto del passato che ha ispirato il tema si ritrova in diverse sovrapposizioni temporali.

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Si tratta insomma di una "storia per immagini" che si "serve" del mezzo filmico e della performance, con il dovuto decoro di piume & affini, per mettere in evidenza il gioco delle relazioni tra le diverse classi sociali da un punto di vista solitamente non prevalente: quello del più debole. Le linee guida che animano l'intera produzione, coincidono con la valorizzazione delle posizioni minoritarie e del loro potere sovversivo, capace di costruire un'interpretazione della realtà libera dalle tradizionali griglie di quel pensiero eterocentrico, che ha relegato i cosiddetti transgender al ruolo di "attrazioni da baraccone", realizzando una vera e propria: storia culturale delle categorie sessuali.

"Salomania" (2009), in particolare, esplora contemporaneamente "la carica queer" del personaggio evangelico fondendola con la pratica dello spettacolo drag. Il senso dell'istallazione risiede nel video nel quale Wu Ingrid Tsang(sotto la direzione di Yvonne Rainer) reinterpreta la celebre danza erotica materializzando le varie interpretazioni successive del mito, come quella dell'attrice russa Alla Nazimova, che per la realizzazione di un film muto del 1923 riunì sullo stesso palco omosessuali di entrambi i generi, azione peraltro ripresa nella pièce "Salomé" scritta da Oscar Wilde e interpretata da Sarah Bernhardt (1891).

Via | marcellealix.com

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