I segnali per il traffico? Possono essere una forma d'arte

Trffic Cone art, installazioni con i coni segnaletici

Il medium artistico si sa, può consistere praticamente di ogni cosa; e c'è una corrente creativa negli ultimi anni che sgorga dalle strade, ma non è esattamente di street art che stiamo parlando, piuttosto di creatività alle prese con i segnali del traffico, gli oggetti semplici e familiari che tutti siamo abituati a notare e -si spera- a interpretare. Certo più urban di così si muore, ma nel caso dei coni segnaletici ci si concentra in particolare sulla plasticità scultorea.

Sarà per il colore arancio fluo, o per le righe bicolori, questo è uno degli oggetti più iconici del pianeta; è in plastica, è universale, è visibile da tutti. E fu così che l'arte divenne allora veramente democratica; il cono arancione è alla portata di tutti e infatti da tutti è riconoscibile.

CollabCubed ci offre una carrellata delle installazioni più famose (perchè di sicuro saranno in molti ad averci un po' giocato) di questo passepartout geometrico che dovunque lo metti fa scena e che affascina molti artisti e designer. Da Teddy Cruz a Dennis Oppenheim con i suoi over-sized "Safety Cones", a Tomer Diamant, a Allee Willis, agli architetti dello studio newyorkese EFGH. Possibilmente moltiplicato, ripetuto a oltranza. Come un pixel allungato viene piazzato sulle superfici per rilasciare l'effetto istrice e catturare subito l'attenzione del fruitore, in sostanza per avvisarti che lui è qui, missione compiuta.

Trffic Cone art, installazioni con i coni segnaletici
Trffic Cone art, installazioni con i coni segnaletici
Trffic Cone art, installazioni con i coni segnaletici
Trffic Cone art, installazioni con i coni segnaletici

Immagini | CollabCubed

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