Artisti o squilibrati?

Do you remember \"Un Uomo chiamato cavallo?\"

La domanda del titolo non è peregrina. Possiamo rendercene conto visitando Bmezine (che sta per body modification e-zine) dove si trovano tutte le forme di body art e di modificazioni del corpo, da quelle più soft (un banale piercing) a quelle più hard (andatevele a vedere se siete di stomaco forte). L'annoso dibattito su cosa sia arte e cosa no, trova in un sito del genere ottimi spunti di discussione.

Per quanto mi riguarda, noto che anche nel passato gli artisti si concentravano su soggetti raccapriccianti, basti pensare al bue squartato di Rembrandt o ai resti anatomici di Gericault, ma a mio parere siamo su due piani diversi. In quel caso si voleva dimostrare come l'arte potesse manifestarsi anche nella rappresentazione del brutto, ovvero che non necessariamente dovesse interessarsi solo a ciò che è piacevole, leggiadro ed esteticamente gradevole, ma potesse raffigurare anche soggetti ributtanti, sgradevoli nella realtà, ma che sulla tela venivano nobilitati acquistando una loro bellezza, un loro fascino.

In questo caso direi che assistiamo al fenomeno contrario. L'artista prende qualcosa di bello, il proprio corpo, e lo rende sgradevole, lo deturpa, lo modifica in maniera irreversibile e spesso nociva come accade nei casi più estremi. Senza addentrarmi nelle amputazioni o nelle operazioni più schifosette, mi hanno colpito particolarmente quei tizi che amano appendersi tramite uncini ed altri attrezzi simili, un po' come faceva il serial killer di un film, abbastanza brutto, con Jennifer Lopez: The Cell.

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