Louise Bourgeois, un'artista e la sua parola!

Louise Bourgeois

Louise Bourgeois scriveva, ma non si fidava troppo delle parole. Da grande artista qual'era, preferiva prender parte attiva e completa al processo di "creazione plastica", come avviene con la scultura e in misura solo leggermente minore con la pittura. I suoi lavori hanno sfidato i materiali, fuso e il metallo e persino ricomposto la stoffa nelle opere raccolte nella retrospettiva che si è tenuta presso la Fondazione Emilio e Annabianca Vedova di Venezia (a cura di Germano Celant) durante la quale arriverà l'annuncio della sua morte.

Il suo è stato un percorso immenso, da Parigi a New York, ben oltre le derive ideologiche di quel Surrealismo nel quale "qualcuno ha tentato inutilmente di ridurla"... lei che ha sfiorato i nodi fondamentali della sessualità, del desiderio femminile, della maternità, ascoltando, studiando e riproducendo un corpo umano parcellizzato e amputato del suo apparente "elemento di comando". I suoi ragni hanno dato una dimensione alle nostre paure e allo stesso tempo le hanno esorcizzate con la loro superficie lucida e fredda, facendole assomigliare a "concetti addomesticabili", ma solo in parte! E quello che non fecero le sue dita direttamente, lo consegnarono a qualche testo indimenticabile.

Non parlo mai letteralmente… Bisogna usare l’analogia, l’interpretazione e salti di ogni tipo…
Diffido delle parole. Non mi interessano, non mi soddisfano. Soffro per come le parole si consumano. Diffido dei Lacan e dei Bossuet, perché amano riempirsi la bocca di parole. Sono una donna molto concreta. Le forme sono tutto…
Con le parole puoi dire qualunque cosa. Puoi mentire finché vuoi, ma non puoi mentire quando ri-crei un’esperienza…

Via | giugenna.com

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