Claucteaux-Borgel-Rabant: tre linguaggi, una sola esposizione!

Claucteaux-Borgel-Rabant

Acqueforti, fotografie e ceramiche. Sono i linguaggi che si mescolano nella mostra che si prolungherà fino alla fine dell'anno presso la Galleria Communic'Art Le Jardin, situata nel quartiere parigino di Montparnasse . Le opere esposte rappresentano una jolie fusione di tre linguaggi artistici completamente differenti, a loro volta voci di altrettanti artisti. La collettiva unisce cromatismi accesi e binomi di materia che si declinano su carta, pellicola fotografica, ceramica e legno in una specie di "curioso viaggio" nel tempo che riempie lo spazio stile white box della location.

Un insieme di proposizioni che si distinguono per il carattere forte, riflesso inevitabile delle personalità dei loro autori che, più che armonizzarsi, si osservano reciprocamente con occhio vigile, l'uno al fianco dell'altro:


  • Le acqueforti di Jeanne Clauteaux, ritratti di uno strano personaggio, piuttosto in carne, senza volto. Una "figurina" che potrebbe tranquillamente riprodurre le ombre di quelle di Botero, che preferisce "andarsene a spasso" sugli sfondi bianchi.

  • Le ceramiche di Philippe Rabant, scultore del legno e della ceramica che si ispira alle problematiche sociali nelle sue opere al limite dell'inquietante, tra teste deformate, masse informi dall'alone umano e pezzi di corpi che lasciano provocatoriamente percepire il loro vuoto interno.

  • Le fotografie di Audrey Borgel, spaccati di vita quotidiana ispirati alle strade metropolitane, squarci tratti dal lavoro di "personaggi ben sperimentati", ma anche ritratti insoliti di dandy contemporanei che sembrano usciti dritti dritti dai mitici anni '70.

Via | communic-art.com

Claucteaux-Borgel-Rabant
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