Romy Schneider: un mito in esposizione!

Romy Schneider

A trent'anni dalla morte, ecco che la Francia ospita l'esposizione dedicata al "mito di Romy Schneider". Un evento che sarà visitabile fino al 22 febbraio presso l’Espace Landowski della cittadina di Boulogne-Billancourt, periferia nord di Parigi, grazie alla collaborazione con la Deutsche Kinemathek di Berlino, e alle consulenze di Sarah Biasini, figlia della Schneider e a sua volta attrice. La mostra si sviluppa in sale tematiche che seguono una successione cronologica, mettendo accuratamente in luce diversi aspetti della sua breve esistenza, caratterizzata da un'intensa passionalità e da una continua ricerca d'assoluto. Una vita costellata di lutti (come quello per la tragica morte del figlio adolescente David) per una donna che è stata non soltanto capace di costruire intorno a sé un consenso di pubblico senza precedenti, ma che ha addirittura giocato un ruolo importante nella "riconciliazione franco-tedesca".

Nelle parole di Pierre-Christophe Baguet, sindaco della città ospitante, si rintraccia la cura e l'importanza riservata all'occasione:

Romy Schneider è stata un'attrice affascinante per la sua fragilità e determinazione. Resta nella nostra memoria collettiva e si tratta unicamente di ravvivare un mito mai spento. [...] Attraverso documenti inediti, immagini d'archivio, spezzoni di film, oggetti personali, foto e costumi restituiti alla scena dal produttore Tristan Duval e dalla società Akouna, i visitatori potranno scoprire o riscoprire colei che ha saputo liberarsi della sua immagine di “jeune première” per immergersi nel cinema più realista e più tragico, creando legami profondi con il pubblico francese.

Romy Schneider
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Perché Romy è davvero l'incarnazione di una personalità imponente e delicata, che ha saputo emanciparsi dal personaggio di giovane ingenua che le veniva dall'enorme successo della serie dedicata all'imperatrice Sissi di Ernst Marischka, per dedicarsi pienamente ad uno stile più impegnato. Testimonianza ne sono i grandi attori e registi con i quali lavora e le numerose pellicole di qualità nelle quali recita, come Il Processo (1962) di Orson Welles, L'Amante (1970) di Claude Sautet, La morte in diretta (1980) di Bertrand Tavernier, Fantasma d'amore (1981) di Dino Risi ( che disse di lei "Può essere farfalla e poi tigre") e l'ultimo film La Signora è di passaggio (1982) di Jacques Rouffio, solo per citarne alcuni.

Un omaggio ad una étrangère che ha letteralmente "stregato la Francia", in un percorso che ne ricostruisce le glorie e i numerosi grandi dolori riportando l'accento sull'inesprimibile magia della sua presenza, che incanta ancora oggi, come riassume il curatore dell'iniziativa Jean-Pierre Lavoignat, giornalista, co-fondatore ed ex-direttore della rivista cinematografica Studio Magazine, che ne riassume così il senso:

Vogliamo che quest'esposizione sia all'altezza di ciò che Romy Schneider è stata, di quello che è e di ciò che rappresenta. Vogliamo che i visitatori ne escano commossi dalla sua grazia, dalla sua bellezza, dalla vita che emana nonostante i drammi che l'hanno colpita, dall'evidenza del suo talento e dalla ricchezza dei suoi incontri. Vogliamo mostrarla bella, viva e contemporanea.

Via | exporomyschneider.com

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