Francesca Woodman al SFMoma

Francesca Woodman al SFMoma

Nell'estate 2010 ecco che le sue fotografie intense avevano "occupato" il Palazzo della Ragione a Milano, e ve ne avevamo parlato. Oggi ho cercato un termine che riuscisse a catturare con precisione il senso di "presa di posizione", che le immagini della fotografa americana Francesca Woodman esercitano sui luoghi che decidono di accoglierle, ma non credo che il verbo occupare renda esattamente l'idea. Perché si tratta di spiegare un' atmosfera impalpabile, ma densa. Un modo tutto particolare di "colorare" (ancora una parola paradossale rispetto ad una produzione dominata dalle foto in bianco e nero) lo spazio che quasi si piega, per proseguire gli interni dall'aspetto volutamente trascurato che appaiono in questi scatti.

Oggi i suoi lavori sono al SFMoma di San Francisco in una mostra che ne ricostruisce il percorso fino al 20 febbraio 2012. Lei è Francesca Woodman. Ed è morta nel 1981, gettandosi dalla finestra a soli ventidue anni, ma ciò non toglie che nei nove precedenti abbia prodotto un numero considerabile di fotografie che ne hanno impresso il mito. A due decenni dalla sua scomparsa l'America natale le rende omaggio con la prima retrospettiva interamente dedicata alle sue opere. Racconti di un'immediatezza senza precedenti che rileggono il rapporto del corpo nello spazio. Un corpo nudo ed esposto, che spesso coincide con quello mortale della stessa artista, e che lungi dal piegarsi docilmente, si lascia piuttosto indagare da un obiettivo, che pur non nascondendo un certo taglio estetico, si preoccupa soprattutto di rendere omaggio alla realtà, ma una realtà personalissima e dall'importante deriva onirica.

Via | sfmoma.org

Francesca Woodman al SFMoma
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