Il viaggio salvifico di Annie

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Pilgrimage di Annie Leibovitz rappresenta un nuovo corso per uno dei più importanti fotografi viventi americani. Lontano dai ritratti illuminati con cura realizzati su incarico di riviste come Rolling Stone e Vanity Fair, la Leibovitz ha intrapreso un pellegrinaggio verso luoghi che poteva esplorare senza avere obblighi di sorta. L'assenza di un committente gli ha consentito di scegliere i soggetti semplicemente perché toccavano le sue corde. E in un momento difficile della sua vita, dopo la morte del padre e della compagna, tormentata dai debiti, il pellegrinaggio intrapreso è stato di quelli dolorosi e necessari.

Annie ha scelto gli argomenti semplicemente perché significava qualcosa per lei. Il primo posto era la casa di Emily Dickinson ad Amherst, nel Massachusetts, che Leibovitz ha visitato portando con sé una piccola macchina fotografica digitale. Pochi mesi dopo, andò con i suoi tre figli piccoli alle cascate del Niagara. "In quel momento ho iniziato a fare un elenco" dice. Ha aggiunto le case di Virginia Woolf (la foto in alto) e Charles Darwin nella campagna inglese, e l'ultima abitazione di Sigmund Freud, a Londra, ma la maggior parte dei posti contenuti nell'elenco erano americani. Il lavoro è diventato più ambizioso quando Annie ha scoperto che voleva fotografare gli oggetti, le camere e i paesaggi. Ha iniziato ad utilizzare fotocamere più sofisticate e un cavalletto e a viaggiare con un assistente, ma il progetto è rimasto personale.

Si è recata anche a Concord, per fotografare il sito della capanna in cui si ritirò Thoreau per scrivere Walden. E una volta giunta ​​lì, è entrata in contatto con il più vasto mondo degli scrittori di Concord. La casa di Ralph Waldo Emerson e Orchard House, dove Louisa May Alcott ha vissuto con la sua famiglia e lavorato, si sono aggiunte ai suoi soggetti. Poi la Leibovitz ha intrapreso due viaggi per l'isola di Wight e, in omaggio a un grande fotografo, Ansel Adams, ha esplorato i sentieri sopra la valle dello Yosemite, dove Adams ha lavorato per 50 anni.

"Fin dall'inizio, quando stavo guardando i miei figli ipnotizzati dalle cascate del Niagara, è stato per me un esercizio di rinnovamento - rivela Annie riguardo al suo lungo viaggio - Mi ha insegnato a vedere di nuovo".

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