L'Arte e le rappresentazioni dell'assenzio

L'assenzio nei quadri
L'Assenzio non è solo un distillato dei tempi andati che riporta alla mente l'epoca d'oro della Parigi sulla Butte de Montmartre, del Moulin Rouge, degli artisti e del can-can. La sua è ben più che una storia strana di corsi e ricorsi, è piuttosto una "vicenda singolare" che affascina ancora oggi. Si tratta di un elemento imprescindibile della stessa "atmosfera pittorica" di inizio secolo, di una specie di "ironico accompagnamento" che si trasforma in "bestia nera" della salute e dell'ordine pubblico, pur restando "musa ispiratrice" per una folta schiera di creativi dalle vite "leggermente sregolate".

Quel che resta di questa misteriosa bevanda, da molti associata per gli effetti leggermente allucinogeni all'ambrosia, il leggendario nettare degli Dei, è una serie di ritratti famosi, di rappresentazioni celebri che gettano uno sguardo storto sui devastanti effetti derivanti dal suo abuso. Sono "cronistorie di un eccesso", moniti su tela che più che spaventare possono risultare quasi affascinanti. Perché se la solitudine degli sguardi persi dei personaggi di Degas non può non toccare il cuore, il divertimento cieco dei frequentatori del Moulin Rouge descritti da Toulouse-Lautrec, la luce delle "nature vive" di Van Gogh, la sfrontatezza e l'aria sognante del bevitore di Manet, suscitano almeno un po' di desiderio.

L'assenzio nei quadri
L'assenzio nei quadri
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L'assenzio nei quadri
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