Quando l'umile diventa Re nelle foto di Iris della Roca

Le foto di Iris de la Roca
Se il Re non è l'umile, che l'umile sia Re! E' questa la filosofia che anima il lavoro della giovanissima artista Iris della Roca, esposte fino all'8 gennaio presso l'Espace La Vallee Village. Non ti guardano mai negli occhi i bambini delle sue foto, e se lo fanno è attraverso grandi occhiali da sole, possibilmente scuri, o di traverso, quasi di sottecchi, come per spiarti. E' anche per questo, forse, che le immagini in questione hanno un che di diverso, di sottile e sfacciato allo stesso tempo, come solo quel momento terribilmente sfuggente al limitare tra l'infanzia e l'adolescenza, sa esserlo. Nei riquadri ci sono i più deboli e indifesi degli "umili delle favelas", i più teneri e timidi e i più aggressivamente coinvolti nel meccanismo infame dello sfruttamento, quegli stessi "fragili incanti dai nervi d'acciaio" che la stessa Iris incontra nei lunghi mesi passati in Brasile.

Negli suoi scatti ci sono solo loro. Sotto il trucco da stars, i cappelli a tesa larga e le velette a pois anni '50, dietro le scene da film costruite ad arte sui tetti dei palazzi in rovina, c'è l'anima pulsante della tristemente famosa Rocinha, la più grande delle favelas di Rio de Janeiro: i suoi giovanissimi. E non importa se sullo sfondo ci sono montagne di detriti, non importa se il letto nel quale hanno cercato di dormire la notte prima degli scatti era terribilmente stretto e magari anche un po' umido. Ciò che traspare dalle immagini è la necessità di dimenticare per un istante, di giocare a far finta di essere grandi, ricchi, rispettati, ma non più belli del reale, perché la bellezza è l'unico dono che, in questo angolo maledetto di mondo, non viene rifiutato quasi a nessuno!

Via | lavalleevillage.com

Le foto di Iris de la Roca
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