"I poemi visivi" di Michel Kirch


Ma chi è Michel Kirch? Di lui si sa che era un medico, ieri, e che oggi si dedica alla produzione di "favole visive" che vedono come protagonista un solo unico personaggio e lo spazio che lo avvolge circondandolo, a volte, isolandolo nei suoi pensieri, altre. Quaranta dei suoi lavori fotografici sono esposti fino al 29 dicembre presso l'Espace Pierre Cardin Evolution, nel quartiere parigino del Marais. Quaranta aperture, altrettanti portali che rompono il confine fra il tempo e lo spazio collocandosi in una posizione che ricorda quella dei poemi epici, costantemente sospesi tra reale ed immaginario. Quaranta squarci insomma, persi nel contrasto tra la luce e le ombre che acceca il bianco, il nero e i numerosi grigi conseguenti.

Un essere sul limitare della foresta che ricorda certe riflessioni heideggeriane ai confini fisici e mentali della Foresta Nera e che si possono cogliere appieno nelle parole dello stesso Kirch:

Il mio paesaggio interiore, espresso attraverso una fotografia, diventa una geografia dell'anima tessuta all'interno della materia del reale. Perché è la realtà che costituisce la magia della fotografia... la sua prevalenza, per quel che mi concerne, su tutte le altre arti visuali. Costruire una finzione con materiali di un'incontestabile realtà, è una sfida estremamente eccitante. Vi si rivela un qualcosa che scaturisce un'energia sconvolgente. E ciò è ancora più vero poiché mi sono imposto di lavorare solo con foto che ho scattato personalmente, come se si trattasse di assicurare un legale subliminale, una coerenza energetica.

Il reale è un punto di riferimento, un'installazione inevitabile, ma ciò non toglie che la sua definizione sia delicata e spesso persino arbitraria.

Via | lemonde.fr









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