Ai Weiwei: "I giovani rischiano molto più di me"


Un anno fa Ai Weiwei era un celebre artista, il cui Sunflower Seeds apriva la Tate Modern per acclamazione popolare. Oggi è famoso per gli 81 giorni trascorsi in carcere, quanto per il suo lavoro. Nel tentativo di metterlo a tacere, le autorità cinesi sembrano aver amplificato la sua voce.

La sua improvvisa scomparsa, dopo aver attraversato l'aeroporto di Pechino il 3 aprile, ha scioccato anche gli amici, che hanno temuto per lui. Il suo alto profilo d'artista, e il fatto di essere figlio di un celebre vegliardo, il poeta Ai Qing, gli avevano assicurato una certa protezione fino ad allora. Per i gruppi in difesa dei diritti umani la sua detenzione dimostrava che nessuno era immune. L'avvenimento suscitò un moto di indignazione globale di cui egli stesso ha ammesso di esserne stato sorpreso. "Non avrei mai immaginato che potesse accadere. Penso che questo dimostri che stiamo vivendo un'epoca molto diversa, attraverso internet, i media. Avevo comunicato così spesso con il mondo esterno da rendere molto chiaramente quello avevo in mente".

Anche se dice di aver imparato da questa esperienza, è altrettanto chiaro nel riconoscere quanto lo abbia danneggiato. "Avverti dal primo momento che non loro non hanno alcuna intenzione di agire nel rispetto della legalità ... mi sono sentito molto dispiaciuto per la mia famiglia, mio ​​figlio, le persone a me vicine". Weiwei ha sempre insistito nel considerare la Cina la sua casa, ma nei suoi momenti peggiori ha avuto dei dubbi su questo. "Mi sono chiesto: 'Sei stato tanti anni negli Stati Uniti e non hai mai preso la cittadinanza, come puoi essere così stupido?' E' pericoloso.' Ma l'artista si ritiene anche fortunato "Sono abbastanza vecchio. Credo che i più giovani possono essere più danneggiati, più provati'".

Le autorità cinesi dicono che la sua detenzione non aveva niente a che fare con i diritti umani, ma riguardava solo reati economici. Per loro la società che gestisce gli affari di Ai si è resa colpevole di evasione fiscale e sostengono che lui ne fosse responsabile personalmente. Grazie alle donazioni ricevute dai suoi sostenitori è riuscito a coprire l'ingente multa che gli era stata comminata. Poi le autorità hanno ritenuto che le immagini di Ai con diverse donne nude costituissero materiale pornografico. Al che i suoi sostenitori hanno tempestivamente twittato le foto di se stessi nudi.

Purtroppo non c'è alcun segnale di allentamento delle tensioni: alla fine di novembre, la polizia ha interrogato la moglie di Ai. Molti degli amici dell'artista temono che possa essere nuovamente arrestato, stavolta forse per anni. "Sono preoccupato. Per tutto il tempo. Ma questo non aiuta", dice. Ai sa che potrebbe perdere la cosa che più conta, la sua libertà. "Ogni giorno penso a Gao Zhisheng (avvocato e attivista), Chen Guangcheng e Hu Jia, che sono stati torturati e picchiati. Ma qualcuno deve assumersene la responsabilità. Io ho la possibilità di parlare con voi. Milioni di persone nella loro vita non potrà mai nemmeno esternare la propria vita e le proprie emozioni e moriranno in questa oscurità".

Via | The Guardian

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