Antony Gormley: l'arte al confine con la smaterializzazione!

Antony Gormley
Antony Gormley lo avevamo incontrato in occasione della FIAC 2011, quando mi sono letteralmente ritrovata faccia a faccia con due delle sue "figure" posate nei Jardin des Tuileries. E' stato ricordato anche qualche settimana fa, a proposito di quelle sue sculture posizionate al Collins Park insieme a quelle di Anish Kapoor, Damien Hirst e Rachel Feinstein, in occasione della decima edizione dell'Art Basel Miami 2011.

Oggi puntiamo l'obiettivo direttamente su di lui. Le sue sono opere di pieno, a tratti dalle grandezze monumentali, ma di una tale bizzarra natura che in realtà ne definisce le forme e le dimensioni solo nel vuoto. In una specie di ironico e paradossale comporre per sottrazione, insomma, di lavoro di fine cesellatura dell'aria che giunge a produrre magiche trasparenze attraverso una de-costruzione di materia che si fa al tempo stesso e nel tempo stesso, costruzione di senso e sua disposizione nello spazio.
Antony Gormley
Antony Gormley
Antony Gormley
Antony Gormley
Il risultato sono istallazioni al limite del reale, straniate e stranianti, eppure così evocative, in una serie di corpi che dell'umano hanno ormai solo l'alone, e forse anche l'inquietudine, i mattoncini o le barrette di metallo che le compongono, il colore e il non-colore, metafore entrambe di un possibile distacco. Quella strana forma che in fondo è anche definizione, che toglie e dona, eliminando differenze e uccidendo virtù, e che nel suo semplice esserci esperisce una necessità, e la paura che le fa da contraltare, rendendola così ancora più eroica.

Via | antonygormley.com
Antony Gormley

Antony Gormley
Antony Gormley
Antony Gormley
Antony Gormley

  • shares
  • Mail