L'Opera di Lione: quando la cultura fa rima col budget!

Opera di Lione
L'Opera di Lione, il secondo più grande Teatro dell'Opera francese dopo quello di Parigi, ha deciso di rompere il silenzio che avvolge tradizionalmente i bilanci delle "istituzioni culturali mediterranee", informazioni che solitamente giungono all'onore delle cronache solo quando si tratta di dover rimediare prontamente a situazioni di grande deficit, come è accaduto qualche tempo fa a proposito del Museo Madre di Napoli. E lo fa pubblicando uno studio di marketing, realizzato dalla filiale parigina di Nova Consulting, sulle "ricadute economiche generate dalle attività interne", al fine di scardinare una volta per tutte il pregiudizio che circonda il ritorno economico degli enti sostenuti dalle sovvenzioni pubbliche.

E' lo stesso Serge Dorny, il belga classe 1962 che la dirige dal 2003, a spingere la discussione sull'argomento spiegando che ogni euro di sovvenzione genera 80 centesimi d'impatto di spettatori (compresi gli hotel e i ristoranti nei quali questi ultimi soggiornano) e due euro di impatto dell'attività stessa del teatro che fa vivere i subappaltatori locali, per un budget totale di 38 milioni di euro.

Un'iniziativa unica nel suo genere per dimensioni, che ha permesso anche di acquisire dei dati utili sugli amanti degli spettacoli che vi vengono rappresentati. Un campione aleatorio di ben 5.000 individui dall'età media di 47 anni, appena inferiore a quella solitamente riscontrata in tali appassionati (50 anni), e leggermente superiore alla media generale della popolazione d'oltralpe (41 anni).

Via | leparisien.fr

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