Camille Claudel & Auguste Rodin

Le dita si intrecciano, i corpi si fondono in un'estasi metallica che travalica i limiti della sua stessa forma. Dentro le figure c'è il Maestro Rodin, la sua amata allieva e musa Camille, i loro momenti di intima unione, ma anche i fraintendimenti, le incomprensioni, persino gli odi. Perché se i due scultori si amarono davvero, lo fecero sempre attraverso quel comune legame creativo che li univa ben oltre l'impeto carnale. La loro fu una comunione ufficializzata nella plastica, catturata negli istanti cruciali e fissata per sempre nell'arte. Esplicitando esattamente tutto ciò che in realtà non si sarebbe mai verificato.

In fondo si tratta di una specie di testamento, un lascito attestante il rapporto unico che li univa e la testimonianza, catturata in quella scultura che giace al Museo d'Orsay, del culmine di una traslazione che trascende l'umano sentire, per trasformarsi in mistica. La cifra della separazione, la pietra dello scandalo, resta, ed ha le sembianze di un gruppo scultoreo commuovente, intitolato non a caso la maturità (L'Âge Mûr). Un'icona di dolore che rende evidente l' abbandono, e il gioco della ricostruzione che vede le sculture dei due artisti accostate, scivolare lungo le note del Concerto per chitarra ed archi di Vivaldi interpretato dal solista Cesar Amaro e dalla Bucharest Lyceum Strings Orchestra.

Video da Skydancer64

  • shares
  • Mail