La Milano incantata di Carlo Ferreri

La Milano incantata di Carlo Ferreri
I paesaggi di Carlo Ferreri hanno "le lacrime", come tutti i suoi quadri che ho visto. Mi piace pensare che accada come quando ci si trova ad una degustazione di vino in una cantina familiare, e mentre il bel nettare vermiglio o paglierino scorre nei calici, tutti si mettono alla ricerca delle preziose strisce gocciolanti lasciate dalla splendida vischiosità della materia. Quei "segni vitali" sono ben evidenti sulle tele di Ferreri. Non hanno evidentemente bisogno di ritagliarsi uno spazio che appartiene loro di diritto e si esplicano, come tende in attesa della folata di vento, in un "penzolare cortese".

Ma è nella direzione della descrizione di Milano, che si indirizzano i paesaggi espressivi più fedeli allo svelamento. Dopo le analisi dello sguardo femminile, andate in scena tra le mura dell'Associazione Culturale Renzo Cortina, ecco apparire delle vedute stranianti della capitale meneghina. Ritratti di una metropoli in movimento che ha ancora i suoi scorci di calma, ben nascosti nelle "ore meno battute". Dimora silente sotto il tran-tran cittadino, ritagliandosi spazi di beatitudine negli scorci dei Navigli, nelle apparizioni quasi mistiche della Madonnina in cima alle guglie del Duomo e persino nelle panoramiche contemporanee dei palazzoni.

Via | carferre.altervista.org

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