Guy Laramee, il libro è un paesaggio dell'anima

I libri scolpiti di Guy Laramee
Tempo fa avevamo parlato dei libri scolpiti di Brian Dettmer, vecchie enciclopedie illustrate trasformate in oggetti inusitati, che ricordano stereoscopi, organetti, carillon. Un'operazione simile, ma perfino più suggestiva, è quella compiuta dall'artista multidisciplinare Guy Laramee, di origine canadese. In ambito pittorico Laramee si muove tra impressionismo e iperrealismo, ma in tutte le sue opere, comprese le installazioni e le sculture, sembra tendere costantemente verso l'ideale romantico del sublime. Solenni paesaggi storici o naturali, brume, nevi e nebbie, montagne e grotte sono i suoi luoghi elettivi.

Laramee ha sviluppato una tecnica che gli consente di scolpire tomi - singoli o uniti tra loro - come fossero pietra, per poi dipingerli con colori naturali. Da questi vecchi volumi cartonati è riuscito ad estrarre un microcosmo fatto di paesaggi incantevoli, in particolare catene montuose, ma anche giardini, eremi, conformazioni che ricordano i grandi mausolei mediorientali scavati nella roccia o il sito imperioso di Machu Picchu. Sembra anche che i volumi siano scelti in conformità con il paesaggio immaginato, così accade che sulla parte superiore di uno spesso libro cinese, con gli ideogrammi sul bordo, Laramee tragga un elegante giardino zen.

"Il mio lavoro - spiega l'artista - nella modellazione così come nella pittura, deriva dall'idea che la conoscenza ultima potrebbe generarsi benissimo da un processo di sottrazione anziché di accumulo. Montagne di saperi in disuso tornano ad essere ciò che realmente sono: montagne. Si erodono ancora un po' e diventano colline. Quindi si appiattiscono e diventano pianure, luoghi in cui all'apparenza non accade nulla".

I libri scolpiti di Guy Laramee
I libri scolpiti di Guy Laramee
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