"La tela nera" di Chiharu Shiota

Chiharu Shiota_la tela di ragno
Le opere di Chiharu Shiota assorbono letteralmente lo spazio che occupano e quasi se ne nutrono, in una maniera che sfiora il parassitismo. Sono grandi istallazioni di filo nero che sembrano impossessarsi velocemente di tutto ciò che ricoprono, dalle figure, agli abiti, alle stesse superfici, che perdono la loro stessa specificità, trasformandosi in meri supporti per una creatività traboccante. E non potrebbe essere altrimenti vista l'enorme energia che emana dall'artista, che è stata allieva di Marina Abramovic durante gli anni '90, e si cimenta nella produzione di "tele di lana di ragno" che prolungano l'a/essenza del suo corpo.

Un'estensione "Infinity", già nella sua concezione, pensata per adattarsi ad ogni spazio reinterpretandolo e rivelando nuove possibilità di intreccio, che "ha posato i suoi chiodi" fino al 18 febbraio, presso l'Impasse Beaubourg della Galleria Daniel Templon di Parigi.

Perché in fondo si tratta di una specie di tessuto, che ha la trama irregolare della vita, con i suoi nodi, le sue differenze di densità, le sue prede catturate e le sue trasparenze e la cui forma stessa degli oggetti imprigionati la dice lunga sul significato della loro cattura. Strumenti musicali, vestiti di bambole, scarpe e letti che si "spogliano" della loro finalità primaria, per raggiungere lo statuto etereo delle visioni poetiche, tracciando una mappa dalle infinite possibilità, che disegna mille percorsi allo stesso tempo, mettendo in comunicazione esistenze solo apparentemente lontane.

Via | danieltemplon.com

Chiharu Shiota_la tela di ragno
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