Damien Hirst, l'ubiquo


Damien Hirst è forse al momento l'autore d'arte contemporanea più conosciuto del mondo. Di sicuro però è il più controverso. I suoi interventi continuano ad alimentare discussioni e polemiche sull'effettivo valore artistico della sua opera, ed è nutrito il gruppo di critici di rango che lo considerano poco più che un impostore. Ciononostante Hirst non solo è sempre sulla cresta dell'onda, ma resta tra tutti protagonisti della scena attuale quello che più ha stretto un patto diabolico tra arte e mercato, al punto tale da rendere perfino sfumati i contorni di questi due ambiti. Si pensi all'ormai celebre For the Love of God, teschio tempestato di 8.601 diamanti al massimo grado di purezza, per un totale di 1.106,18 carati, l'opera d'arte più costosa di sempre.

A confermare i sospetti di quanti ritengono il suo lavoro molto più una forma di esibizionismo e di show-buisness che non una forma d'arte vera propria, arriva ora l'ultimo record segnato da Hirst, quello espositivo. Dal 12 gennaio al 18 febbraio, l'artista sarà in mostra contemporaneamente nelle sedi di Gagosian di New York, Londra, Parigi, Los Angeles, Roma, Atene, Ginevra e Hong Kong, con oltre 300 esemplari della sua serie di spot paintings, dipinti a pois colorati. Pare che l'operazione rientri in una strategia che punta a proteggere il valore dell'opera di Hirst dopo il calo registrato in seguito all'asta Beautiful Inside My Head Forever tenutasi da Sotheby's nel 2008.

Ancora una volta, quindi, un connubio tra arte e mercato talmente stretto da lasciare perplessi. Non solo. L'ansia da prestazione di Hisrt, la sua ossessione di superare i limiti, battere i record, lo ha portato a dipingere in totale 1.400 opere di questa sola serie, i cui dipinti sono talmente simili tra loro da apparire intercambiabili e oggettivamente superflui (noi preferiamo infatti la parodia che ne ha fatto Banksy). La ragione di questo exploit produttivo la spiega lui stesso al Times in questi termini: "Ho contato quante opere ho creato nella mia vita: circa 4.800, senza includere le stampe. So che Warhol ne ha fatte 10mila senza includere le stampe, e Picasso 40mila. Quindi mi resta una lunga strada da fare". Ma da questa impresa, viene da chiedersi, l'arte ci guadagnerebbe davvero? Forse l'arte no, ma il signor Hirst certamente sì.

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