Le pietre d'inciampo di Gunter Deming

Giunge alla sua terza edizione il progetto Memorie di inciampo a Roma, promosso dall’Associazione nazionale ex deportati. L'installazione è stata inaugurata nel Rione Monti, con una grande partecipazioni dei ragazzi di alcune scuole della capitale. L'originale intervento dell'artista tedesco Gunter Demnig prevede l'installazione di 72 stolpersteine (pietre d'inciampo) in memoria dei deportati razziali, politici e militari. Il primo di questi sampietrini - ricoperti da una placca dorata in superficie con l'iscrizione funeraria delle vittime - è stato piantato in via Urbana 2, in ricordo di don Pietro Pappagallo.

Il sacerdote, che insieme a don Morosini ispirò Rossellini per il personaggio di Aldo Fabrizi in Roma Città Aperta - procurò asilo a molti perseguitati durante l'occupazione nazista a Roma, e per questo fu assassinato alle Fosse Ardeatine nel 1944. Nei pressi della Chiesa in via Madonna dei Monti, Demnig ha poi installato - alla presenza tra gli altri di Riccardo Pacifici, presidente della Comunità Ebraica di Roma - venti sampietrini in ricordo dei familiari di Giulia Spizzichino, assassinati ad Auschwitz e alle Fosse Ardeatine. L'intero percorso dell'installazione itinerante si trova sul sito Memorie d'inciampo.

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