L'omaggio di Eron a Fellini

Ne sono passati proprio tanti di anni da quel 20 gennaio 1920 in cui un certo Federico Fellini metteva i suoi piedi i questo storto mondo. Era in quel di Rimini, e la cosa si rivelerà fondamentale per la sua formazione consolidandosi in un'identità bonaria e malinconica e restando, come una specie di "marchio", in tutti i suoi film. Perché Fellini l'ha esplorata a fondo, quella realtà della piccola borghesia italiana, respirandone i sogni e le piccolezze e mettendone in scena il ruolo, in un teatro ricco di personaggi di ogni estrazione.

Il suo cinema è una "fabbrica dei sogni" in piena regola, dove le attrici hanno i colori freddi bellissimi ed affascinanti del nord, e le curve deliziose delle corporature mediterranee, dove gli attori sono uomini dagli occhi profondi e dalla voce che incanta, dove le atmosfere sono a tratti rarefatte e la vita è dolce, ma solo quell'attimo che precede la presa di coscienza del suo crudele nonsense.

Per rendergli omaggio a meno di 10 anni di distanza dalla ricorrenza del centenario abbiamo scelto un suo conterraneo, Davide Eron Salvadei, in arte solo Eron ed il trittico che ha realizzato proprio per il Museo Federico Fellini della sua città. Ad un altro probabilmente sarebbe "tremata la bomboletta" al solo pensiero, ma non ad Eron, in fondo se è arrivato a dipingere perfino il soffitto di una chiesa (non a caso proprio di Rimini) una ragione c'è.

Video da Bordl

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