La prigione che è anche galleria d'arte

mamadou cissé_opere in prigione
Di spazio ce n'è parecchio, con i corridoi ampi ed alti e le pareti vuote. Se si escludono le reti visibili non appena si alza la testa, si potrebbe quasi pensare ad un comune magazzino. Ma le celle tradiscono la vera funzione del luogo. Perché quella di Fresnes, cittadina situata poco a sud di Parigi, è una prigione, che però ospita alcuni importanti eventi artistici. Grazie all'iniziativa dell'ACTIF (Associazione dei visitatori di Fresnes) presieduta dall'architetto Claude-Yves Mazerand, e alla collaborazione con il Servizio di inserimento penitenziario locale, sei quadri sono già stati collocati la scorsa estate nella zona tra l'infermeria e il parlatorio, un punto studiato per conciliarsi con le esigenze di sicurezza del luogo ed esser allo stesso tempo alla "portata visiva" del personale e dei detenuti.

L'esperimento condotto sotto la direzione artistica di Marcel Lubac, guida del MACC (Maison d'art contemporain Chaillioux) di Fresnes, ha contribuito ad alleggerire il clima e continuerà grazie ai finanziamenti della Fondazione Daniel & Martine Raze. E' attualmente in corso la prima vera esposizione delle opere di Mamadou Cissé. Un "osservatore della notte" che traccia ritratti di città stravaganti e coloratissime. Esattamente il tipo di immagini che può risollevare, con i suoi grandi contrasti cromatici, la tristezza uniforme dei muri grigi e gialli, aumentando il contrasto con l'ambiente e obbedendo alle intenzioni di base enunciate dallo stesso Mazerand:

Abbiamo voluto creare uno spazio particolare e completamente antagonista rispetto a quest'universo chiuso.

Via | lemonde.fr

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