Sam Jinks. L'arte di plasmare la natura umana

Sam Jinks
Sam Jinks è un'artista australiano che non ha esitato a lanciarsi nella più acuta delle riproduzioni delle umane fattezze. Si fa un po' fatica a definirlo scultore, non c'è dubbio, l'iconografia classica della plastica "per levare", tenacemente realizzata dall'azione di martello e scalpello su un materiale duro e resistente, cozza completamente con le delicatezza apparente dei suoi lavori. E la ragione emerge dalle sue stesse opere che sembrano fatte di carne. Hanno il colore della pelle, le piccole pieghe che si formano sulle palpebre, e tutto quell'apparato di ciglia, sopracciglia, capelli e peli che le avvicinano immensamente ai modelli reali, come nel caso del bambino esposto all'India Art Fair (fiera d'arte moderna di Nuova Delhi), conclusasi solo ieri.

Ne avevamo già parlato qualche anno fa e lo ritroviamo ancora oggi intento a riprodurci. Ci sono anche alcuni animali nella produzione di Jinks, ma sembrano quasi intervenire come "soggetti accessori", variazioni di madre natura che non fanno altro che concentrare ancora di più l'attenzione su quei "ritratti inalienabili" la cui illusione nasce da una pratica sapientissima capace di unire resina e silicone, restituendo l'illusione delle cellule, dell'apparenza e dell'umano, colto in tutta l'estensione delle sue forme, senza l'ombra moralista delle volontà di abbellimento.

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