La storia del Partenone raccontata da Costa-Gavras


Il Partenone non ha bisogno di presentazioni. E' quasi una sorta di "feticcio", amato osannato simbolo della più classica delle architetture (e delle arti), che troneggia ancora sull'Acropoli di Atene dopo più di venticinque secoli di vita. Una lunga esistenza nella quale ha conosciuto alterne fortune e ha dovuto far fronte a molteplici attacchi, restauri, modifiche e adattamenti.

A partire dalla nascita, guidata dall'architetto Ictino, e strettamente supervisionata da Fidia, celebre scultore autore della preziosa statua (in oro e avorio) rappresentante la Dea Atena che vi era contenuta, fino alla trasformazione in chiesa e poi in moschea. Dall'apogeo della gloriosa Repubblica ateniese, con le metope sfavillanti di colori, alla distruzione delle statue "nude" da parte dei cristiani.

Il risultato è un cortometraggio di Costantin Costa-Gavras, uno di quelli che non ci si aspetta. Un mini-capolavoro in sé che sembra esplorare tutta un'altra Grecia rispetto a quella del famoso film Z - L'orgia del potere, in cui denunciava la dittatura dei colonnelli e si perdeva nelle vie smunte di manifestanti, "mettendo in scena" la vittoria di una giustizia burocratica, ma non necessariamente meno reale, che qui lascia il posto ad un testimone ben più anziano.

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