"Signé Dalí" in mostra le opere offerte a Sabater

Signé Dalí

Enrique Sabater di mestiere faceva il giornalista prima di incontrare Salvador Dalí. Tutto accade nell'emblematica estate del '68, quando il reporter trentaduenne bussa alla porta dell'atelier catalano di Port Lligat, dove il pittore ultrasessantenne si è ritirato negli anni '30 con l'amata Gala. Il loro è un "appuntamento fatale", che si prolunga nei dieci anni che seguiranno. Un lungo periodo di tempo nel quale Sabater farà visita all'artista ogni giorno, entrando nelle sue grazie fino a guadagnarsi l'incarico di fotografo ufficiale prima e di segretario personale dopo.

Tra i due si svilupperà un rapporto d'amicizia, fatto di condivisione artistica e di complicità. Una relazione composita nella quale il "Dali surrealista-genio del travestimento" lasciava spazio all'uomo bisognoso di condividere il senso della sua arte. Il risultato di una tale "corrispondenza di spirito" è stato riunito in una mostra, ed è visitabile per la prima volta in Francia, dal 10 febbraio al 10 maggio presso l’Espace Dalí di Parigi.

Una collezione di più di cento tra acquarelli, oli, schizzi, disegni e fotografie, dedicati proprio a Sabater. Un amico che si è lasciato scappare un simpatico aneddoto riguardo il disegno realizzato durante l'ultima traversata sulla Queen Elizabeth II. A bordo del transatlantico in rotta per New York il segretario aveva impedito lo scandalo, rasserenando la collera del pittore, adirato contro la moglie nel casinò di bordo. Per ringraziarlo Dalí gli donò un disegno rappresentante proprio quell'occhio vigile che lo aveva sottratto dal ridicolo!

Signé Dalí
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