Uno sguardo al Designs of the Year 2012


Il Conte di Lautréamont, poeta franco-uruguaiano che divenne una sorta di eroe per i surrealisti, descrisse una volta la bellezza dell'"incontro fortuito su un tavolo anatomico di un ombrello con una macchina da cucire". E' difficile dimenticare questa visione visitando il Design Museum's Designs of the Year show. Anche qui, manufatti diversi, vengono accostati con apparente casualità, lasciando al visitatore il compito di immaginare il significato che sta alla base della selezione.

Qui si può trovare l'abito da sposa si Kate Middleton, il Boeing 787 Dreamliner , la fiaccola per le Olimpiadi del 2012, una casa di cura in Belgio e un film per promuovere il lavoro dello stilista Gareth Pugh. C'è un'ambulanza che potrebbe salvare vite umane e denaro, e qualcosa che visto da lontano sembra un gigantesco lampadario in stile anni '60 e in realtà è un dispositivo a basso costo per l'eliminazione delle mine antiuomo (foto sopra).

In quelli che si potrebbero definire "gli Oscar del mondo del design", una giuria di alto profilo avrà il compito di scegliere il vincitore assoluto di questa edizione. Tutti i premi hanno un grado di arbitrarietà, che fa parte del loro fascino e della loro capacità di provocazione, ma il Designs of the Year lo ha forse più di altri, se si pensa alla straordinaria eterogeneità dei materiali selezionati.

Tra tutti spicca in ogni caso il desiderio di produrre un "design con una coscienza", di creare qualcosa di più che una lampada elegante o uno stile che aiuti a vendere un maggior numero di abiti. Più utile il Solar Sinter, un dispositivo mobile per creare oggetti con la sabbia e l'energia solare nel deserto, un deposito per biciclette, l'Autolib, il regime di pubblico noleggio, a Parigi, che consente di salire su auto elettriche come fa Vélib con le biciclette. C'è anche la collezione di borse firmate Vivienne Westwood per Ethical Fashion Africa, realizzata con materiali riciclati, che "fornisce lavoro a lungo termine per le donne in comunità emarginate" a Nairobi.

Ed è probabile che sia proprio il design etico, in un mondo minacciato da crisi economiche, ambientali e strutturali, quello ad avere le maggiori possibilità di essere apprezzato. Oggi più che mai l'estetica non può prescindere dall'etica.

Via | The Guardian

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