La dichiarazione che rivoluzionò l'arte

Gruppo Grav
Per la serie: pezzetti di storia artistica del XX secolo, ecco a voi le Propositions générales du Grav, (Gruppo di Ricerca sull'Arte Visuale), un collettivo di artisti, impegnati nel campo della creazione ottico-cinetica, derivante da Motus, operante a Parigi negli anni '60 e in contatto con numerosi fermenti artistici europei e statunitensi. La singolare coalizione mirava a costituire un raggruppamento di "sperimentazione", una culla di scambi e di confronti che permettesse ed incentivasse il libero dibattito su questioni puramente formali e visuali.

In direzione dell'affermazione della pratica artistica come lavoro d’équipe, i membri (tra i quali Horacio Garcia Rossi, Julio Le Parc, Francois Morellet, Francisco Sobrino e Yvaral) lavoreranno fianco a fianco, mettendo in pratica un'esperienza libera da pressioni sociali, economiche ed estetiche e rivoluzionando i canoni dell'arte tradizionale, in linea con la dichiarazione programmatica del 1961, che sosteneva provocatoriamente:

Niente pittura né scultura. L’opera d'arte dovrà essere liberata dalle pastoie della tradizione e resa apertura a nuove opportunità di ricerca. Inoltre, anche la figura tradizionale dell’artista va cassata: il culto della personalità e il mito della creazione come pure la produzione di opere uniche per l’élite e la dipendenza dal mercato dell’arte vanno abbandonati.

Via | psumuseummuseum.blogspot.com
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