Il miracolo dell'arte nelle parole di Rothko


Il suo espressionismo astratto (definizione nella quale non si riconosceva e che, nonostante ciò, è rimasta attaccata al suo lavoro come una specie di "marchio di fabbrica) ha fatto sognare e riflettere, ha incantato e trasmesso messaggi nascosti ed evidenti. Le origini russe, l'impianto religioso della formazione, lo spirito di un attento e profondo conoscitore della società americana, ma anche la curiosità e la passione per l'insegnamento.

Non tutti sanno che Mark Rothko, oltre che indiscusso maestro della pittura contemporanea, fu anche un fine conoscitore e un accorto indagatore del mondo dell'arte e dei suoi meccanismi. Il risultato di una tale "serietà intellettuale", nutrito da una notevole erudizione, ha dato luogo in una serie di scritti sull'arte davvero poco noti, conservati dai suoi discendenti e pubblicati postumi.

Testi nei quali, sull'eco delle onde del mare, le parole si susseguono come le tele, per filiazione, ognuna accompagnata da un altra, come in una specie di evoluzione lineare e coerente.

I quadri devono avere qualcosa di miracoloso: nel momento stesso in cui sono completi termina anche l'intimità tra la creazione e il creatore, che diventa uno straniero. A partire da quell'istante l'opera apparirà ai suoi occhi, come a quelli chiunque, la risoluzione inattesa e senza precedenti di un bisogno che resterà per sempre familiare.

Video da Inex2012

  • shares
  • Mail