Barbara Kruger, la sottile sovversione del luogo comune

Approfitto dell'assenza di post su questa artista per dedicargliene uno. Barbara Kruger è autrice di immagini che più o meno a tutti sarà capitato di vedere e che di certo non lasciano indifferenti. Artista concettuale americana, è stata compagna di studi di Diane Arbus e ha lavorato negli anni '70 per l'editore Condé Nast e per diverse testate come art director e graphic designer, un'esperienza che ha influenzato i successivi sviluppi della sua attività artistica.

Fin dagli esordi, Barbara Kruger colloca i suoi lavori (fotografie in bianco e nero, spesso raccolte sui giornali, raffiguranti il più delle volte donne, cui giustappone slogan, testi bianchi su fondo rosso, scritti sempre con lo stesso carattere) negli spazi cittadini destinati ai manifesti pubblicitari, sovvertendo il senso del loro linguaggio e creando così uno stile forte, inconfondibile e d'impatto e, soprattutto, permettendo all'arte di uscire fuori dai luoghi istituzionali del museo e della galleria per generare un corto circuito con il quotidiano.

Il risultato scuote l'osservatore, minandone le certezze e scardinando i luoghi comuni della società, perchè i messaggi lanciati dalla Kruger (frasi personali o tratte dal linguaggio corrente) sono critiche potenti degli stereotipi legati alla donna, al consumo di massa o al vivere sociale, ma offerte in una maniera che disattende le aspettative di colui che guarda e che da un manifesto pubblicitario pensa di essere gratificato e rassicurato.

Nel 2002, a Siena, la Kruger ha tenuto la sua prima personale italiana, con interventi site specific e su tredici autobus del trasporto urbano, mentre gli ultimi anni l'hanno vista impegnata in installazioni su grande scala e progetti di opere permanenti.

Alcuni lavori di Barbara Kruger
your body is a battleground
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installazione

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