La presunta sfortuna di Delacroix e un film francese

Eugène Delacroix conobbe ben presto il peso delle "voci di corridoio", che lo indicavano, a causa della rinomata sterilità di Charles Delacroix, e della marcata somiglianza fisica e caratteriale, come figlio illegittimo di Talleyrand, amico di famiglia, personaggio camaleontico e indiscusso protagonista della scena politica europea dal regno di Luigi XVI fino al congresso di Vienna, che lo protesse a lungo affidandolo poi al nipote Charles Auguste Louis Joseph Demorny, duca de Morny, fratellastro di Napoleone III e presidente della camera dei deputati francese. Ma la "vulgata" non si ferma qui.

Si dice infatti che fosse perseguitato dalla sfortuna. La chiacchiera, che proverrebbe addirittura dallo scrittore Alexandre Dumas, è stata riportata anche ne La Chèvre, famoso film francese dell'inizio degli anni '80 (con un giovanissimo Depardieu e un altrettanto sfortunato Pierre Richard). Pare che all'età di tre anni, Delacroix si sia quasi impiccato giocando con la cordicella di una tenda, fu salvato in extremis ma poco tempo dopo la zanzariera del suo letto si incendiò bruciandolo gravemente. Un domestico che lavorava presso alcuni parenti a Marsiglia, dai quali era stato inviato per la convalescenza, lo lasciò cadere in acqua, ma ripescato e riportato a casa rischiò di affogarsi con un chicco d'uva.

Questo il mirabolante insieme di disgrazie al quale si fa riferimento nel film, per sostenere la dose di cattiva sorte del personaggio interpretato da Pierre Richard e lasciarlo partire alla ricerca di una giovane scomparsa "affetta dalla stessa sfortuna cronica". Che si tratti di semplici dicerie, pettegolezzi malevoli o informazioni sfuggite ai "rami classici" delle biografie artistiche, ciò non offusca minimamente l'immenso valore della sua opera e mette in valore un'indimenticabile pietra miliare della comicità d'oltralpe.

Via | eugenedelacroix.unblog.fr

  • shares
  • Mail