Le numerose versioni di Matisse al Centre Pompidou


"Matisse paires et séries", comincia oggi al Centre Pompidou di Parigi, la grande mostra dedicata alle "opere sorelle", realizzate intorno ad uno stesso soggetto da uno dei maestri indiscussi della pittura di tutti i tempi. Il percorso espositivo permetterà ai visitatori di immergersi, fino al 18 giugno, in una lunga serie di "doppi" messi in fila, opere solo apparentemente simili che lasciano intravedere, nell'analisi delle loro differenze, il lungo lavoro del loro autore.

Perché la scelta delle tele e la loro originale disposizione, è stata appositamente studiata, sotto la direzione della curatrice Cécile Debray, già regista della monumentale avventura artistica della Famiglia Stein, per mettere in evidenza il significato di tali "operazioni in serie". Henri Matisse curava in maniera quasi maniacale le sue opere, non a caso fu il primo pittore a fotografarne, già negli anni'30, le differenti fasi preparatorie, a riprova della lunga riflessione evolutiva che sottende quadri, solo apparentemente infantili. Le numerose varianti non rappresentano l'indecisione, ma sono uno specchio fedele dell'indagine personale, tesa a sviscerare le numerose direttrici di uno stesso oggetto, "ritratto" più volte, spesso a distanza di mesi oppure nello stesso periodo, al fine di ritrovare, all'interno dei tratti e dei colori, la riproduzione fedele del proprio stesso cambiamento o della propria persistenza esistenziale.

Mi sono reinventato partendo dalle mie prime opere, che si sbagliano raramente. Ho trovato un elemento costante che ho creduto, a prima vista, una ripetizione che conferiva monotonia ai miei quadri. Si trattava in realtà della manifestazione della mia personalità, che appariva la stessa quali che fossero i diversi stati di spirito che attraversavo. Henri Matisse interrogato da Guillaume Apollinaire (La Phalange, n°2, dicembre 1907)

Via | centrepompidou.fr

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