Gemito e la scultura napoletana in mostra al Cassero

Gemito e la scultura napoletana
Se la quintessenza della scultura napoletana a cavallo tra '800 e '900, si riunisce lontano "dall'ombra del Vesuvio", probabilmente non poteva che essere al Cassero di Montevarchi. E la mostra inaugurata da qualche giorno non può che darci ragione. Ben settanta pezzi di origine partenopea, hanno raggiunto l'area espositiva toscana, vero e proprio tempio dell'arte plastica (che ci aveva già ispirato qualche tempo fa con le opere in "pietra-carne" di Christian Zucconi) in occasione della "singolare riunione", a cura di Diego Esposito e Alfonso Panzetta.

Il cuore della "sacca magmatica" al quale hanno attinto si chiama Vincenzo Gemito, protagonista indiscusso della scultura meridionale tra XIX e XX secolo ed autore dei dodici bronzi intorno ai quali si è sviluppato l'evento. Lavori che si accompagnano a quelli di altri artisti, tra i quali Giovan Battista Amendola, Achille d’Orsi, Gesualdo Gatti, quel Giuseppe Renda che assunse il ruolo di guida che era di Gemito e Filippo Cifariello, ricordato soprattutto per il ritratto del tenore Enrico Caruso, oltre che per l'omicidio della moglie, dal quale venne assolto per "motivi d'onore".

Via| comune.montevarchi.ar.it

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