Smog d'autore


Le polveri sottili non vanno per il sottile: provocano gravi danni alla salute, all'ambiente e al patrimonio storico artistico delle città. C'è però chi ha trovato in queste particelle inquinanti uno strumento per la creazione artistica, imprimendo il grigio sul bianco di una tela.

"L'idea di dipingere con lo smog mi è venuta facendo il consueto monitoraggio scientifico dell'aria - racconta Alessandro Ricci, giovane artista fiorentino laureato in Scienze biologiche - Nei filtri che usavamo rimanevano impresse le microparticelle di polveri e idrocarburi che, purtroppo, respiriamo tutti i giorni. Ho quindi pensato di dare una forma ironica allo smog, dipingendo le chiese e i paesaggi che i turisti vengono da tutto il mondo a visitare ma che stanno, come noi, in una nuvola di veleno".

Per procurarsi i suoi pigmenti, l'artista passa i suoi tamponi di cotone umido sulle superfici lisce esposte all'aria della sua città. Al posto del pennello, uno stecco o in alcuni casi le dita. Le diverse sfumature di grigio delle sue tele non dipendono solo dalla concentrazione delle polveri sottili, ma anche dai punti di raccolta: le sfumature di marrone presenti in alcuni disegni, ad esempio, sono legate alla presenza di terra portata dal vento dalla campagna o dai cantieri, o dalla sabbia che cade con le piogge.

Una tecnica tutta particolare, sicuramente "impressionante", e soprattutto unica nel suo genere. Dove, accanto alla ricerca estetica, il messaggio del suo lavoro è prettamente ambientalista e in difesa del patrimonio artistico del nostro Paese.

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