Mark Jenkins sorprende Roma

I manichini di Jenkins invadono Roma
Lo street artist globale Mark Jenkins è noto per la sua abitudine di disseminare gli spazi urbani delle grandi metropoli con le sue realistiche figure umane. Dopo Washington, Londra, New York, Los Angeles, Baltimora, Rio de Janeiro, Barcellona, Mosca, l'artista ha deciso di puntare su Roma. Da febbraio in città sono cominciate ad emergere le sue originali installazioni, quasi una pubblicità virale per la sua personale italiana, prevista il 17 marzo.

In giro per la capitale le opere-performance di Jenkins spuntano fuori nei luoghi più impensati. Un paio di gambe penzolano da un bidone, come se qualcuno avesse deciso di schiacciare un pisolino nell'immondizia. Un altro fantoccio è appeso su un tetto, un altro è riverso a terra coperto di rifiuti oppure riposa su una rete dei cantieri trasformata in amaca. Jenkins crea scene insolite come queste per provocare una reazione in un pubblico ignaro, fatto di semplici passanti. Il progetto mira a coinvolgere e destabilizzare, producendo uno sguardo diverso suoi luoghi liminali della città, e sulle esistenze ai margini che le abitano, anche se qui sono fittizie e paradossali, trasfigurate dall'occhio dell'artista.

Il 17 marzo prossimo Jenkins sarà alla galleria Wunderkammern per esporre la sua prima mostra personale italiana, alle ore 18.30, e per presentare il suo nuovo libro, The Urban Theatre. La mostra è parte di un progetto intitolato Living Layers, nato nel 2010 in collaborazione con il MACRO di Roma, a cura della galleria Wunderkammern.

I manichini di Jenkins invadono Roma
I manichini di Jenkins invadono Roma
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