Dorothy Circus Gallery, la lowbrow art ha trovato casa a Roma

Inaugura oggi a Roma uno spazio espositivo nuovo di zecca, dal nome buffo e un po' carnevalesco, Dorothy Circus Gallery, nato dalle menti di Alexandra Mazzanti e Jonathan Pannacciò. Nero, bianco e rosa sono i colori di sfondo per un ambiente che si propone di essere centro propulsivo in Italia di quella corrente figurativa nata negli anni '60 in America con il nome di Lowbrow o Pop surrealism (ne parlavo anche stamattina nell'articolo su Anthony Lister), una specie di meltin' pot culturale con un occhio all'underground popolare e uno all'infanzia e al carnevale, il tutto condito da atmosfere noir, fumetto, musica punk, tattoo art, pop art e automatismo psichico surrealista.

Il risultato è un'arte figurativa luminosa e a volte chiassosa, popolata da moderne lolite, figure più simili ad automi che ad esseri umani, buffi animali e scene alquanto visionarie. Un punto di svolta dopo la seriosa stagione minimalista, una corrente volutamente antitetica rispetto alla cosiddetta Highbrow (l'arte alta, quella ufficiale) e a lungo bistrattata e ignorata dalla critica.

Dorothy Circus Gallery la ospita, con l'intento di avvicinarla al pubblico e fornire agli appassionati un punto di incontro e di confronto, in cui scoprire tutte le novità che l'underground è in grado di offrire. L'evento inaugurale, Stories from the Wonderland, è diviso in due capitoli, come dichiarato nel sito, il primo a partire da oggi, il secondo dal 30 novembre. Due mostre in cui troveranno spazio artisti soprattutto americani ma anche europei (e non mancheranno anche nomi italiani).

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