Nude Photo Revolutionary calendar

nude revolutionary calendar

E' stato lanciato l'8 marzo, in occasione della Giornata Internazionale della Donna, e in pochi giorni ha già suscitato nell'opinione pubblica i sentimenti più contrastanti. Si tratta del Nude Photo Revolutionaries Calendar, un calendario pubblicato in sostegno di Aliaa Magda Elmahdy, giovane studentessa e blogger egiziana che ha postato su Twitter foto che la ritraevano nuda. Un atto veramente rivoluzionario, che non ha in sé nulla di malizioso, ma che al contrario, come proprio ha spiegato la giovane blogger, vuole dare "un segnale contro la società della violenza e del razzismo, contro la società dell'ipocrisia e delle molestie sessuali".

La sua campagna #NudePhotoRevolutionary ha subito trovato molti pareri contrari, ma altrettante donne favorevoli. Come le donne arabe, che da anni vivono in Occidente, che hanno deciso di posare nude per questo progetto fotografico, ideato dall'attivista Maryam Namazie e realizzato da Sonya JF Barnett, attivista e designer canadese. Per lanciare un grido al mondo islamico e per contrastare una religione e una società che reprime, vela e imbavaglia la donna e il suo corpo. La nudità diventa allora una forma di resistenza e di sfida, dedicato a tutte le donne del mondo a cui quotidianamente vengono negati i diritti fondamentali, le libertà e la dignità.

12 scatti in bianco e nero, raffiguranti donne di ogni età e estrazione sociale, in pose naturali, senza alcuna volgarità nè estremizzazione. Conta il messaggio, che arriva e fa proseliti: lo dimostra il video, recentemente caricato su Youtube, di alcune donne iraniane esiliate che hanno deciso di denudarsi per sostenere la campagna.

  • shares
  • Mail