Artcock, tavole viventi di antichi dipinti all'Animal Club di Roma

Artcock

Qualche giorno fa ho deciso di presentare ad Artsblog questo gruppo di artisti stravaganti. Curiosa ho chiesto qualche informazione sulla mostra alla Alekano Gallery di Londra. Alle domande ha risposto Federico Artcock, (così si firma) a nome di tutti con entusiasmo e (ovviamente) umorismo. Si sono appena esibiti per l'evento 2Days of What? all'Animal Club di Roma e hanno in preparazione altri due progetti che per ora restano top-secret.

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Per chi non li conoscesse ve li introduco: Artcock è un gruppo formato da Federico Maria Tribbioli, Niccolò Berretta, Filippo Silli e Maurizio Montesi, che sembra vogliano sfuggire da definizioni precise. La loro arte è infatti contaminazione stravagante tra fotografia, video e pittura dove l'ironia si concilia con la necessità di essere street artist. La mostra di Londra può essere vista come vera riproduzione, o meglio tableau vivant ispirata all'arte del passato.Tutto nasce dalla passione per i grandi maestri in primis per Caravaggio, ma li sanno reinterpretare in chiave contemporanea per restituirci uno spettacolo spensierato.

Nati come street artist ufficialmente nel 2006, sono due i simboli per riconoscerli una tuta bianca con cui vestono i protagonisti delle loro opere che indica la neutralità reciproca di tutti i componenti e due pugni chiusi con la scritta Artcock. Due segni distintivi che si alternano a decorare le strade cittadine di Roma e che hanno utilizzato anche nel loro ultimo video, girato all'interno del teatro Valle nel 2011 e ispirato al quadro Burgtheater di Klimt

I loro poster che partono da un minimo di tre metri per due, riescono a farci sorridere con spensieratezza grazie all'elemento stonato e comico delle loro interpretazioni. E' cosi che la Colazione sull'erba di Manet si trasforma in un amichevole pic-nic tra amici, e il San Sebastiano di Mantegna un espressivo personaggio pasoliniano. La classicità sembra così mostrare il suo lato più umano, quello che viene fuori da un errore.

Non ci resta che aspettare le prossime performance esilaranti e fargli in grande in bocca al lupo.

D.: Potreste presentarvi ai lettori di Artsblog, spiegandoci anche come mai avete scelto il nome Artcock?

Il nome Artcock è stato scelto a rappresentare la matrice totalmente ironica e tempestiva che ci caratterizza e caratterizza tutta la nostra produzione il nome parla da sé.


D.: Come è stata l'esperienza alla Alekano Gallery di Londra? Come vi siete trovati a lavorare in un ambiente diverso dall'Italia?

R.: L'esperienza presso l'Alekano Gallery è stata davvero divertente ed interessante. Il confronto con il pubblico Inglese è stato interessante. La galleria è situata in una zona di diversi spazi espositivi che ogni 2 del mese inaugura simultaneamente nuove mostre e installazioni. Nonostante il freddo c’ era un grande afflusso di persone che andava e veniva e che poteva confrontare le opere di artisti diversi nelle gallerie. E’ stato un contesto molto interessante per noi e per questa opportunità ringraziamo Charlie Allen che ci ha supportato, ospitato e fatto divertire come pazzi.

D.: Per chi non ha avuto la fortuna di vedere la mostra, ci parlereste delle opere che avete esposto?

R.: Tutto il team Artcock si è mosso in blocco per realizzare questa mostra-installazione con cui abbiamo deciso di concludere, almeno per adesso, la produzione di rivisitazione dell'arte Classica. L'idea è stata quella di chiudere questa nostra produzione facendo vedere l'opera completa di Classical Review ad un nuovo pubblico, mischiando tutte le nostre tecniche già usate, in un’unica grande installazione. Abbiamo esposto sia grandi poster incollati sulla parete con le seconde versioni dei quadri, sia 15 stampe su pannello con gli originali delle nostre opere. Al di sotto di tutte queste nostre opere che faceva da sfondo e da filo conduttore, una cornice di carta dipinta a mano e attaccata alla parete composta da vari pattern che ripeteva la stessa immagine in bianco e nero. L'allestimento ispirato da fiumi di birra è risultato vincente.

D.: Come riuscite a bilanciare e conciliare il vostro lavoro sui muri cittadini e quello per le gallerie?

R.: Per noi il rapporto tra strada e gallerie è sempre stato co-presente: sono due modi di esporre quello che facciamo. Per noi l'unica cosa importante è che esca sempre fuori il nostro stile dissacrante e immediato. Anche se per noi, ovviamente, è più adatta la strada perchè più stimolante, libera e coinvolgente di qualsiasi galleria.

D.: Anticipazioni per il prossimo futuro? Una mostra (speriamo in Italia) oppure un lavoro in fase di realizzazione?

R.: Per il prossimo futuro, ovvero stasera sabato 24 Marzo realizzeremo presso l’ Animal Social Club una grandissima installazione-poster, un evento di due giorni completamente gratuito dove si mescoleranno arte, musica,cinema organizzata dall'Animal Club in collaborazione con il noto locale Londinese Cafè 1001. A brevissimo saremo sempre in Italia con un’altra mostra di street artist, di cui però ancora non posso darvi notizie. Lavori futuri stiamo iniziando la realizzazione di due nuovi progetti di cui pero non si puo dire nulla perchè porta sfortuna parlarne prima.

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Foto: | Artcock dove potrete vedere tutte le altre opere.

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