E' la gentrificazione, bellezza



Quando l'arte è costretta a chinare il capo davanti alla gentrification, processo di modernizzazione e commercializzazione di aree periferiche e industriali da parte di ricchi privati. Un fenomeno socio-culturale sempre più frequente, non solo nelle grandi metropoli. Ieri è stato il turno del famoso Tacheles, galleria d'arte moderna che dal 1990 era occupata e autogestita da artisti della Berlino Post muro.

Uno spazio sovvenzionato dallo stesso comune, che dava in affitto agli artisti luoghi a basso costo; in cambio, veniva chiesto di riabilitare e rivitalizzare queste aree abbandonate attraverso la loro creatività. La Kunsthaus Tacheles, che durante la Seconda Guerra Mondiale fu covo delle spie naziste, in seguito alla caduta del muro di Berlino è stata fulcro vitale di laboratori artistici, ospitando numerose esposizioni e mostre di artisti internazionali, che hanno trovato in questa galleria uno spazio aperto e libero in cui esprimersi in tutte le forme, senza alcun tipo di restrizione politica, morale o sociale. Non a caso, il termine "tacheles" deriva dall'ebraico e significa "testo libero", "parlare chiaro", un nome scelto per ricordare le restrizioni e le censure che la DDR impose agli artisti e alle loro opere.

Un'altra officina creativa che chiude i battenti, soggiogata dagli interessi economici e speculatori di una società avida e consumistica, che non si arresta neanche davanti alla cultura e alla storia. Perchè con la chiusura del Tacheles, se ne va un grande e colorato pezzo di storia di Berlino.

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