Vittorio Sgarbi: le dispense di storia dell'arte italiana


Discusso e controverso quanto volete, ma come storico dell'arte a me è sempre piaciuto per lo stile sciolto e senza intercalare con termini da super-tecnico; Vittorio Sgarbi, versione storico dell'arte, è tornato; e ci racconta la storia dell'arte italiana attraverso i capolavori meno celebrati, ma altamente significativi per il loro valore simbolico.

I fascicoli constano di un paginone di 4 facciate e li trovate in allegato a Il Giornale nei giorni di domenica, lunedì e solo per questa settimana anche il martedì. La scorsa domenica il lancio con la descrizione dei fregi di Wiligelmo sul Duomo di Modena (1099-1106), che raccontano la storia di Adamo ed Eva; poi la Maestà (1308-1311) di Duccio di Buoninsegna, il giudizio universale di Pietro Cavallini (1291) e l'Incontro alla Porta Aurea (1303-1305) di Giotto di Bondone.

Poi il Battistero di Parma (1196) di Benedetto Antelami, l'Abbazia di San Mercuriale, San Silvestro che resuscita i due maghi (1340-1343) di Maso di Banco, l'Annunciazione (1333) di Simone Martini. Sono dispense perfette per integrare uno studio più approfondito, partendo dallo sguardo analitico incisivo, filtrato dalla scorrevolezza di un linguaggio piuttosto colloquiale considerata la materia. Ne vale la pena? Secondo me sì, soprattutto per la lettura da caffè domenicale. Un breakfast artistico.

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