"J'ai deux amours", l'esposizione che scommette sulla ricchezza culturale

J'ai deux amours
C'è una storia scolpita nei volti di gran parte degli abitanti di Parigi, come in quelli di tante altre metropoli del mondo. Se la "vulgata locale" afferma che non ci si può definire "parigini DOC" se non si può "vantare" almeno un antenato che abbia vissuto nella capitale durante la seconda guerra mondiale, l'umore della gente e il fervore di splendido meticciato che inonda le vie all'ombra della Tour, la dice lunga sulle mille ondate che hanno dato vita ad un "popolo orgogliosamente miscelato". E se la parola immigrazione cela ancora ricordi dai tratti troppo spesso dolorosi, il concetto è stato posto alla base stessa di una singolare istituzione artistico-culturale che si chiama, non a caso, Cité nationale de l'histoire de l'immigration.

"J'ai deux amours" è l'esposizione che permette di orientarsi all'interno del vasto patrimonio artistico custodito nel Museo Nazionale di Storia dell'immigrazione grazie all'impegno dei tre curatori Hou Hanru, Evelyne Jouanno et Isabelle Renard, che hanno selezionato poco più di un centinaio di opere provenienti dal fondo d'arte contemporanea e immaginato un percorso, articolato in cinque temi: partenza-viaggi-circolazioni, tra sogno e necessità, frontiere: passaggi e controlli, vivere insieme, reinventare il proprio universo.

Un movimento di "corsi e ricorsi", con molte andate senza ritorno, ma anche tantissimi spostamenti, che si susseguono in maniera quasi spasmodica, riassumendo l'essenza di quella mobilità che è un vero e proprio "stile di vita" e che accomuna buona parte degli artisti attuali. Continuamente alla ricerca di spunti creativi, suggestioni e sensazioni, cittadini del "villaggio globale" perennemente in transito tra la propria cultura d'origine e quella d'adozione, come amanti divisi "tra due potenti amori" e spinti dal destino a peregrinare nelle "capitali del pensiero". Da Parigi a New York, a Berlino, Londra, Nuova Delhi, Istanbul o Beirut, in una ricerca incrociata che vive nel "non-luogo" e sviluppa la sua potenza proprio nello sradicamento.

©Musée nationale de l'histoire et de culture de l'immigration

Via | histoire-immigration.fr

J'ai deux amours
J'ai deux amours
J'ai deux amours
J'ai deux amours
J'ai deux amours
J'ai deux amours
J'ai deux amours
J'ai deux amours
J'ai deux amours

  • shares
  • Mail