"I colori della passione", un meta-film su Pieter Bruegel


Spesso il grande cinema si è confrontato in modo esplicito con la pittura: Bunuel, Pasolini, Tarkovski, Godard, Sokurov, Kurosawa, solo per fare alcuni nomi. Da ultimo lo svedese Lech Majewski si è misurato in un'opera ambiziosa, I colori della Passione, con l'intento di entrare nel mondo complesso e misterioso dell'arte di Pieter Bruegel. The Mill and Cross (questo il titolo originale) è “ambientato” all’interno del quadro La Salita al Calvario di Bruegel il Vecchio, ed è un film che assottiglia in modo sorprendente la distanza tra realtà e sfera artistica.

Majewski sfrutta la figura dello stesso Bruegel per raccontare la propria visione sul ruolo dell’arte come veicolo di significati e valori condivisi. Ma anche per penetrare nel contesto politico e culturale in cui il pittore fiammingo visse e operò. La Salita al Calvario diventa allora emblema di un'epoca, quella in cui Filippo II lanciava una grande campagna repressiva contro i movimenti riformistici religiosi delle Fiandre, ispirati agli insegnamenti di Erasmo da Rotterdam. Il film, che era stato presentato in anteprima al Milano Film Festival, esce ora nelle sale italiane, sostenuto da un vasto apprezzamento da parte della critica.

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