L'ideale eroico ed il vino lucente: Gli Etruschi in mostra ad Asti.

Gli Etruschi in mostra ad Asti
Ci sono parecchie ragioni per esporre gli Etruschi ad Asti e non nei territori dell'antica Etruria, dove, la misteriosa popolazione che si fuse con i romani, è già assimilata nella memoria collettiva. Una di queste passa proprio per la volontà di raccogliere un numero consistente di oggetti sparsi un po' ovunque sul nostro paese, e provenienti soprattutto dai Musei Vaticani e dalle principali raccolte italiane, per metterli faccia a faccia con i "vicini" di allora: i popoli greci del Mediterraneo. Ed ecco spiegata la ragione dell'incontro, realizzato proprio in Piemonte in abbinamento alla prima esposizione cittadina dell’elmo crestato villanoviano in bronzo, simbolo del primo contatto tra gli Etruschi e le comunità della valle del Tanaro, nascosto per molti secoli nelle acque del fiume e riportato alla luce alla fine dell’Ottocento. A mo' di cerniera culturale fra il mondo greco e l’Europa celtica, gli etruschi seppero assimilare e trasmettere buona parte del patrimonio ideale dei costumi "omerici", fondendolo con le gioie della vita e del palato.

Per riprodurre entrambi gli aspetti: erorici ed epicureisti, il percorso della mostra astigiana si articola in due parti raccordate da un affascinante percorso nei sotterranei voltati in cotto di Palazzo Mazzetti.


  • Mentre le prima sezione "L'ideale eroico", passa in rassegna una serie di temi che caratterizzano le antiche fasi della civiltà etrusca come il commercio, la mitologia, l'oplitismo, l'atletismo e la cura del corpo; servendosi di raffinate tempere ottocentesche che riproducono fedelmente due delle più rappresentative tombe dipinte di Tarquinia - "delle Bighe" e "del Triclinio" - per rivivere le atmosfere dei giochi atletici e delle cerimonie svolte in omaggio dei nobili defunti;

  • la seconda "Il vino lucente", si concentra sul banchetto, momento altamente simbolico accompagnato da servizi di pregio, arredi ed eloquenti immagini di pittura e scultura e descritto grazie alla ricomposizione originale di una tomba a camera dipinta ("della Scrofa nera", le cui pitture furono staccate dall’ipogeo a scopo conservativo), con una vivace scena di convivio del V secolo a.C.



Altri tesori punteggeranno la mostra come il pregevole sarcofago dei Vipinana da Tuscania, una suggestiva rassegna di teste votive provenienti da santuari, con una successione di tipi, dal bambino in fasce all’anziano, fino a due volti grotteschi, e il gabinetto "etrusco" del Castello di Racconigi, commissionato da re Carlo Alberto al genio artistico di Pelagio Palagi, testimonianza del rapporto fra Etruschi e Savoia e del gusto "all’etrusca" che si diffuse in Europa fra Sette e Ottocento.

Via | etruschiadasti.it

Gli Etruschi in mostra ad Asti
Gli Etruschi in mostra ad Asti
Gli Etruschi in mostra ad Asti
Gli Etruschi in mostra ad Asti
Gli Etruschi in mostra ad Asti
Gli Etruschi in mostra ad Asti
Gli Etruschi in mostra ad Asti
Gli Etruschi in mostra ad Asti

  • shares
  • Mail