Alexei Belyaev-Gintovt: Mosca come Roma Imperiale

Dalla Russia con furore. Il controverso Alexei Belyaev-Gintovt, già noto per opere considerate "estremamente nazionaliste" e segnalato dalla piattaforma Art-Leaks, continua a imprimere il suo nome nell'opinione pubblica a colpi di "ritratti" dall'evidente simbolismo. La sua Mosca assomiglia infatti ad una nuova Roma antica, colta nel periodo della decadenza, capitale di un grande impero euroasiatico pronto a cadere nell'abisso profondo del caos.

Tra stelle su sfondo purpureo e colossei in fumo, frontoni di templi e scettri, l'artista sembra cavalcare l'onda delle polemiche suscitate dall'ardito paragone, per esaltare un legame oltre il tempo e la storia, ricordando che in fondo gli Zar derivavano il loro appellativo da Czar, versione slava di Cesar, sinonimo per eccellenza del potere imperiale. Ingredienti riassunti in un breve estratto della dichiarazione rilasciata da Guintovt durante il vernissage d'apertura di una sua mostra presso la Triumph Gallery, a due passi dalla celebre piazza rossa.

Ho rappresentato l'utopia, un luogo che non esiste... ma anche un appello all'irreale, al sogno.

Via | reuters.com

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