Lili Marleen: la poesia che divenne un simbolo


La storia della canzone Lili Marleen assomiglia ad una favola le cui origini affondano nella guerra e nei suoi strascichi e il cui romanticismo riuscì nell'impossibile impresa di accompagnarwe i soldati di entrambi i fronti della WWII. Il canto, nato dall'adattamento dei versi scritti dal poeta tedesco Hans Leip prima di partire per il fronte russo nel 1915, divenne, alla fine degli anni'30, grazie al contributo del musicista Norbert Schultze e con l'indimenticabile voce della cantante di cabaret Lale Anderson, uno degli inni più ascoltati dai nazisti. E qui viene il bello. Nonostante il divieto di diffusione proclamato da Goebbels, Ministro della Propaganda del terzo Reich, il vento di protesta delle truppe, supportate dal generale Rommel, ne provocò la messa in onda quotidiana alle 21 e 55, in corrispondenza con la chiusura dei programmi...ma la tregua musicale non sarebbe durata a lungo.

Lili Marleen non ci mise molto a "cambiar fronte", bastò l'interpretazione della divina Marlene Dietrich, attrice e cantante tedesca, ma residente negli States già negli anni'30, per far diventare la canzone un "canto alleato". Le traduzioni non si fecero attendere e la versione italiana che vi presentiamo, è addirittura precedente a quella della Dietrich, incisa nel 1942 dall'ugola d'oro di Lina Termini, su versi di Nino Rastelli, divenne un pezzo incontournable, ma soprattutto un vero e proprio simbolo dell'assurdità del conflitto, combattuto da ragazzi che avrebbero di gran lunga preferito incantare la bella fanciulla del titolo, identificata nell'immaginario collettivo, con il volto algido della Dietrich. Il canale francese France 3 ha dedicato al singolare emblema di libertà e d'amore, un intero documentario, per analizzarne la storia e le zone d'ombra.

Via | francetv.fr

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