Le regine veneziane di Elena Monzo tra bagliori e inquietudini

elena monzo

Se Elena Monzo fosse vissuta nel secolo scorso, sicuramente si sarebbe presa a braccetto con Egon Schiele, famoso pittore e incisore. Oggi nel panorama contemporaneo, ricco di riferimenti e privo di confini, l'artista italiana classe 1981, appare libera di scardinare la storia dell'arte per esprimere al massimo se stessa. La Galleria Traghetto di Venezia, il 18 maggio le dedicherà una terza personale, dal titolo Venice Queen, che fino al 10 luglio insieme alla personale dell'artista Mc Clune, intreccerà la contemporaneità con le tipiche caratteristiche dell'arte nata a Venezia nei secoli scorsi. Elena Monzo, così come Mc Clune catturano nelle loro opere il Bagliore: dei riflessi dell'acqua e delle stoffe preziose.

Elena Monzo porta in galleria l'universo delle donne, protagoniste assolute delle sue opere. Donne sole, proprio come le ritraeva Schiele, immerse in atmosfere buie e piatte, oppure donne in compagnia di altre donne, ma ritratte quasi in serie, a rappresentare un'idea, quella più cruda della propria identità, sessuale o emotiva. Le donne che prendono vita dai quadri a tecnica mista, nonostante la drammaticità delle espressioni, brillano di una raffinatezza intensa grazie ai colori che Elena Monzo sceglie per loro, ai tessuti che vi applica che sembrano preziosi come l'oro e i mosaici della fastosa Venezia. tra ossessione e trasgressione le nostre regine sembrano balzare fuori dal quadro imponendosi come presenze misteriose: private dei loro sensi, nascoste da maschere e da un pesante trucco è come se temessero di smascherarsi.

La giovane artista che ha frequentato l'Accademia di Brera a Milano, che ha partecipato a numerose fiere è un mix di personalità e classicità. L'attenzione alla corporeità, retaggio forse delle innumerevoli lezioni di nudo e alla manifestazione psicologica dei soggetti incuriosisce ancora di più per le tecniche sempre diverse che sperimenta. Lo stile è però sempre riconoscibile soprattutto per il tratto sottile, quasi grafico con cui realizza il corpo, e un colore non omogeneo che rende la presenza femminile sempre in bilico tra mistero, sogno e instabilità.

Foto| Si ringrazia la galleria Traghetto di Venezia

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